20/05/2010 - A L'Aquila arriva il Giro D'Italia. Vince Petrov
(L'Aquila)
Vince Petrov, Porte nuova rosa. Il russo attacca sulla rampa finale e vince in Abruzzo battendo Cataldo e Sastre. L’australiano nuovo leader. Agnoli è il primo italiano in classifica, quinto a 4’41".
Dalla Puglia all’Abruzzo, la tappa del Giro d’Italia di oggi,la undicesima, si snoderà lungo uno dei principali percorsi delle greggi ,“i tratturi”, che collegavano i monti della regione con la pianura del Tavoliere. Il tratturo è un largo sentiero erboso, di circa 100 metri, pietroso o in terra battuta, originatosi dal passaggio degli armenti. Questi percorsi sono stati affrontati a piedi dai pastori fino agli anni settanta, quando si iniziò a trasportare le pecore con i camion, per trasferire le greggi da un pascolo all’altro: a fine estate dalle montagne abruzzesi alla pianura pugliese per sottrarre il gregge dal freddo e a inizio primavera in senso inverso per evitare il calore estivo. É la tappa più lunga del Giro con 262 km attraverso gli Appennini. Fino a Isernia (km 116,3) si percorrono strade larghe, prevalentemente rettilinee, veloci, con viadotti e alcune gallerie. Dopo Isernia si affrontano in sequenza le salite di Macerone, di Rionero Sannitico, di Roccaraso prima di scendere dal Piano delle Cinque Miglia. A Popoli è situato il Traguardo Volante prima di affrontare la salita delle Svolte di Popoli (m 746, km 217). Si raggiunge quindi L’Aquila per strade diritte e in leggera pendenza attraversando nel finale le zone colpite dal terremoto. Otto volte, in precedenza, L’Aquila ha ospitato un arrivo del Giro, l’ultima volta nel 2005 quando s’impose Danilo Di Luca, ma quest’anno l’occasione è davvero speciale: la corsa rosa onora il capoluogo e l’intero Abruzzo portandosi quanto più vicino, in ogni senso, alla gente che ha perso affetti, case e lavoro nel terribile sisma del 6 aprile 2009. Attorno sono nate città satelliti, ma il sogno degli aquilani è quello di rientrare nelle loro case, ricostruire, pur nella logica di tempi lunghi. Si prevede che saranno necessari non meno di otto anni perché L’Aquila ritrovi il suo splendore e con essa la serenità della sua gente. Il Giro ritrova anche la Capitanata, regione geografico-culturale della Puglia che corrisponde all’antica Daunia e, modernamente, all’attuale provincia di Foggia. Situata alla confluenza delle valli molisane e campane proprio al centro del Tavoliere delle Puglie, Lucera è stata capoluogo della Capitanata e del Contado del Molise fino al 1806. La storia di Lucera, pur se le origini non sono chiare – la leggenda accredita la sua fondazione a Diomede, re d’Etolia, fuggito in Puglia dopo la distruzione di Troia - è in realtà ben testimoniata dai monumenti che accompagnano i vari periodi: l’Anfiteatro romano, la Fortezza svevo-angioina, la Cattedrale del 1300, la chiesa di S. Francesco (oggi Santuario di San Francesco Antonio Fasani) coeva della cattedrale, la barocca Chiesa del Carmine e i due musei, uno storico e l’altro religioso. Un posto di rilievo tra i piatti tipi della zona occupano le cicorie selvatiche condite con la purea di fave, e la minestra maritata, in cui figurano scarola, cicoria, sedano cotti in brodo di carne e insaporiti con pancetta e pecorino grattugiato.
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