31/10/2009 - Remo Gaspari: “La mia vita al servizio dell’Italia”
(Abruzzo)
Un uomo che ha insegnato molto e da cui tutti noi abbiamo molto da imparare. È questo il ritratto di Remo Gaspari che traspare dal libro intervista “Remo Gaspari, una vita al servizio dell’Italia”, edizioni Noubs, curato da Emanuela Mililli, Sandro Valletta e Massimo Pamio. Alle note azioni della vita pubblica di un politico d’altri tempi si avvicendano particolari di una vita privata che mostrano la grandezza di un uomo semplice.
Questo e’ Gaspari. Nato a Gissi il 10 Luglio del 1921 ha iniziato la sua carriera politica, dopo essersi laureato in Giurisprudenza, iscrivendosi nel 1945 al Partito della Democrazia Cristiana. Eletto deputato per la prima volta nel 1953 e’ stato sempre confermato fino al 1992. Tra il 1976 e il 1980 ha ricoperto varie cariche ministeriali: Ministro per i rapporti con il Parlamento, delle Poste e telecomunicazioni, della Funzione Pubblica, della Difesa, del Coordinamento della protezione civile e degli Interventi straordinari per il Mezzogiorno.
Chiave del suo successo e’ stata la sua semplice, ma non scontata filosofia: “La classe dirigente deve essere vicina agli interessi della gente”. La cura con cui si e’ occupato della sua terra sia in ambito politico locale sia nazionale dimostrano che tipo di amore e dedizione egli abbia dedicato alla “gente”, come lui chiama le persone che hanno riposto fiducia in lui; in lui che vedeva in un voto ricevuto il dovere di non tradire la fiducia datagli da quel singolo elettore. Gaspari alla domanda “Cosa crede d’aver dato alla politica?” Risponde semplicisticamente con un “tutto me stesso”, ma e’ leggendo il libro che si capisce pagina dopo pagina quanto questo sia vero per ogni singolo giorno della sua vita.
Nello stesso anno dell’iscrizione alla Dc si sposò con Miriam Morgia, donna eccezionale che lo ha accompagnato per tutta la vita. Il rapporto con lei e con la famiglia e’ molto importante per capire il personaggio: il modo semplice di reagire agli eventi che caratterizza Remo Gaspari nella vita famigliare e’ lo stesso che traspare in tutte le decisioni prese nella vita pubblica, da quelle per il suo Abruzzo a quelle per la nazione.
Entrato in politica sotto le pressioni di alcuni notabili del suo paese e “contro la sua volontà” come egli stesso dice, ha finito per fare della stessa lo scopo della sua vita, al punto che se ammette di avere un rammarico e’ quello di “aver dedicato poco tempo al figlio Achille” per poter adempiere ai suoi doveri. La modestia delle sue stesse parole racconta un’Italia e una politica che oggi non ci sono più. “Ero molto piu’ prudente ed oculato nella gestione della cosa pubblica che nella gestione del mio denaro – afferma Gaspari -. Non mi permettevo di sperperare il denaro degli altri”. Non un principio quindi, ma una questione di educazione e di rispetto. L’ultimo consiglio del volume e’ per i giovani ai quali Gaspari dice: “Il futuro richiede qualità e intelligenza, bisogna essere bravi, non c‘e’ spazio per i mediocri, difatti i mediocri si rifugiano nella politica che viene trasformata in un mestiere”.
La grandezza di un uomo si misura da cosa accade dopo la scomparsa dalla scena pubblica, quando non si gode più della visibilità dei riflettori politici. Non e’ un caso se lo studio di Gaspari, che si ritirò dalla politica a 73 anni, e’ ancora inondato da un via vai di politici, manager e semplici cittadini alla ricerca di idee, consigli e suggerimenti. Ma se si chiede a lui una spiegazione del perché di questo via vai, quel che ci si sente rispondere e’: “Nei momenti in cui la gente vive una situazione drammatica, come si fa a non dare un aiuto?”.
31/10/2009 Abruzzo
L`On. Remo Gaspari, Grande Uomo, ha fatto molto per gli abruzzesi e per l`Abruzzo. Anche se tutt`ora riceve gente, di ogni ceto e di ogni corrente politica, in tanti hanno dimenticato il suo aiuto. Gaetano (gaetano)
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