A grande richiesta ed a distanza di appena due settimane torniamo sull’argomento sanità e d’altronde non potrebbe essere altrimenti, visto il clima che si sta vivendo in zona in questi giorni. Se non è guerriglia, poco ci manca. Nel titolo il gioco di parole è sin troppo scontato; negli ultimi giorni, infatti, è uscito fuori un ulteriore debito nella sanità abruzzese. Entità?
101 milioni di euro che dovrebbero (!) servire a giustificare gli ulteriori tagli in un settore che boccheggia da ormai troppi anni. Solo che scarnificare uno scheletro, non credo sia possibile. Eppure ci stanno provando. Ora, premesso che non importa se il debito ci fosse da prima o sia invece colpa di chi agisce adesso (almeno in funzione del mio discorso), qualche riflessione va invece fatta su come i tagli sono stati concepiti e stanno per essere messi in atto.
Ripartizione geografica dubbia: 3 nel teatino, 2 nella provincia di L’Aquila (oh toh, entrambi nella Marsica, un caso fortuito, sicuramente, che andate a pensare!), 1 nel pescarese e 0 in provincia di Teramo (a proposito, voi che sapete tutto, potreste dirmi da dove viene il Governatore Chiodi; non sarà mica l’ex sindaco di Teramo??? Ma siete proprio maliziosi!). In soldoni, Tagliacozzo, Pescina, Casoli, Guardiagrele, Gissi e San Valentino saltano.
Secondo punto: l’ambiguità e l’ipocrisia insita nel provvedimento. L’hanno chiamata riconversione. E’ chiusura, chiusura a tutti gli effetti, almeno per l’utilizzo che si fa tipicamente di strutture ospedaliere. Da domani infatti, i presidi di Tagliacozzo e Pescina (fra gli altri) saranno, né più né meno, degli ospizi, dei ricoveri per anziani. Una zona di 140.000 abitanti, come la Marsica, dipenderà in toto da una singola struttura ospedaliera, quella di Avezzano, che pure zoppica ormai da tempo. Che abbiamo fatto di male? La tentazione di rispondere e fare qualche nome ce l’ho ma questa è un’altra storia, sulla quale stanno indagando le forze dell’ordine che, spero, quanto prima faranno pulizia alla grande, ma non vi posso dire troppo per ora.
Terzo: proporzione fra tagli pubblici e privati. Saltano 840 posti letto regionali e i privati quanti ne perdono, secondo voi? Appena 122 (siamo nell’ordine del 15% o poco più, a occhio). 718 per il pubblico! E allora è d’obbligo un grazie a nome dell’intera regione per il pensiero affettuoso di chi ci governa che ha voluto ripercorrere la strada già percorsa dalle ultime amministrazioni regionali. Favorire le cliniche a scapito degli ospedali è stato un criterio che ha creato gente come Angelini (e molti, molti altri). Ma non contenti, ci riprovano. Chissà poi perché.
E noi che facciamo? Protestiamo sui tetti, per strada, nei municipi e in piazza (nonché presso il capoluogo di regione). Con quali risultati? Ovviamente nessuno, anche perché la mobilitazione è stata tardiva (e poi vi risulta che diano mai retta alle esigenze del popolo?). Perché? Perché i più non credevano che ci sarebbe stata questa pesante sforbiciata e c’era persino chi, come l’ormai mitico nec recisa recedit, voleva pure i miei complimenti. Diceva il mitico Totò: “Ma mi faccia il piacere, mi faccia!”.
28/07/2010 in soldoni...
Ospedale di Avezzano...13 mesi per una ecografia...13 mesi per una TAC...posti letto: 0... Questo significa che stiamo pagando le tasse per un NON SERVIZIO. E fortunato chi non ha bisogno di assistenza sanitaria urgente. Allora direi di far fallire il settore definitivamente. I punti IRPEF per la sanità facciamoli rimanere in busta paga e diamo alle persone la possibilità di girare quei fondi ad una assicurazione a fini sanitari (che deve diventare obbligatoria). Tanto ad oggi paghiamo tasse e comunque 80 euro in uno studio privato per fare una ecografia. Facciamola finita con questo carrozzone che non funziona più e passiamo al modello americano (comprese le modifiche Obama). Giorgio. (Giorgio Rivas) 28/07/2010 Privati?
Tutto ai privati tramite assicurazione?Negli Usa quando l`assicurazione sà che sei malato di Cancro o di altra malattia costosa,non ti assicura più.Se hai i soldi per pagare forse ti operano,altrimenti tiri le cuoia.Per i 101 milioni di "buco" ottimo stratagemma studiato a Roma per addossare le responsabilità ad altri E COSTRINGERE TUTTI ALL`ACCETTAZIONE SUPINA (90°),qualcuno dimentica che l`ala non utilizzata del vecchio ospedale di Avezzano è stata venduta? a cosa son serviti quei soldi? e perchè lo si è fatto solo ad Avezzano? (orso) 30/07/2010 ospedale di Avezzano e dintorni - cercasi legalità -
..... vogliamo parlare della situazione attuale ? su 6 sale operatorie (ad avezzano), solo 3 "funzionali" e sono vecchie. Da due anni le altre 3 sono in fase di ristrutturazione ed i lavori, in ogni caso sono iniziati 6 anni fa !!! Come sarà possibile reggere il peso degli ospedali e, quindi, della sale operatorie chiuse di tagliacozzo e pescina ? Ciò significa che, stante la ristrutturazione delle sale operatorie di Avezzano, nei prossimi 3 anni, i malcapitati dovranno recarsi fuori provincia per farsi operarre. Ma l`emergenza ? Ma chi controlla ? Gli organi di vigilanza ? Di quanto è aumentato il costo per i cittadini ? Questo commento non è un capriccio estivo di un cittadino per caso !! E` una constatazione/preoccupazione di un o che delle questioni conosce il nervo scoperto. (lupo)
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