Ha il corpo allungato, la bocca piccola e gli occhi circolari, abbocca facilmente, i colori sono brillanti e diventano ancora piu’ forti nei maschi. Una particolarita’, ad un certo punto della sua vita da femmina diventa maschio. E’ la donzella di mare, ma in Sicilia e’ conosciuta come Minchia di re. Minchia di re s’intitola anche il libro di Giacomo Pilati, giornalista e scrittore siciliano, collaboratore per diversi quotidiani nazionali, autore di diversi programmi per la televisione e vincitore per due volte del premio nazionale di giornalismo Giuseppe Fava. Il romanzo, edito da Mursia 2009, e’ ambientato in una piccola isola siciliana tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900 e narra la storia di Pina, figlia del curatolo (la persona piu’ rispettata dell’isola dopo il Barone), che non ha mai accettato la nascita di una femmina, cresciuta da una madre succube del marito-padrone ed innamorata del proprio dolore e dalla zia suora che, andando avanti nella lettura, si scoprira’ non cosi’ tanto suora. Passano gli anni e Pina cresce, tra le miniere di tufo, la verde vegetazione, l’azzurro del mare e la salsedine che invecchia la pelle dei pescatori. Cresce tra le delusioni degli amici che le voltano le spalle perche’ "...Tu sei femmina. E io no...." e la saggezza del vecchio Cece’, personaggio un po’ ambiguo. Cece’, prigioniero nel castello, e’ un vecchio pieno di odio verso i soldati garibaldini che gli hanno ucciso i due giovani figli, colpevoli di non volersi arruolare. E lui si vendica servendo loro le "sanguinette" dei piccoli pesci che avvelanano il sangue di chi li mangia, facendo cosi’ dei propri carcerieri i veri perigionieri. Cresce Pina, con una strana consapevolezza dentro, una forte attrazione nei confronti di Sara l’amica di sempre. E sara’ proprio l’incontro con Cece’ che rivelera’ a Pina questa sua diversita’ "....ma tu sei una viola...La viola e’ un pesce e lo ha fatto Dio. Quando e’ maschio si chiama Minchia di re. Per amore diventa femmina e ha i colori del fiore. Torna di nuovo maschio dopo che l’acqua si e’ presa le sue uova...". Dicevamo attrazione per l’amica Sara, attrazione, che sfocia nell’amore in entrambe le ragazze, ma questa storia deve rimanere segreta almeno fino a quando Pina non viene promessa ad un giovane del posto. E’ qui che comincia , a mio avviso, la parte piu’ bella ed emozionante del libro. Dopo due anni di segregazione Pina si addormenta nei panni di una donna per risvegliarsi il mattino successivo in quelli di un uomo. Pantaloni, coppola, seno fasciato, tutto giustificato da una correzione sul certificato di battesimo. Una finzione che durera’ tutta la sua vita, come se un’intera isola avesse perso la memoria della verita’, forse per colpa del curatolo o del barone che puo’ chiudere la miniera di tufo decretando la morte economica dell’ intera isola. Una volta maschio Pina-Pino ha la liberta’ di vivere finalmente il suo amore per Sara arrivando, addirittura, a sposarla in chiesa, a progettare un figlio con la complicita’ di un "amico" di entrambe. Il personaggio di Pina-Pino e’ realmente esistito, e’ nata donna nel 1868, ha vissuto una vita da uomo per morire alla veneranda eta’ di cent’anni nuovamente donna. Un romanzo, Minchia di re, interessante soprattutto perche’ questa storia di amore estremo tra due donne e’ avvenuta nella Sicilia dell’800 piena di pregiudizi; perche’ e’si, una storia di amore passionale, ma anche di liberta’ e potere. Potere! Si perche’ la donna, lesbica e democratica Pina quando arriva al potere (lo stesso del Barone!) avvia un processo di riconoscimento dei diritti dei lavoratori, anche se questa parte viene trattata con molta superficialita’. Un libro questo (a mio avviso) bello per la storia trattata ma un po’ troppo ricco di personaggi forse inutili alla storia, di dialoghi un po’ troppo artefatti che lo rendono noioso e che costringe, chi lo legge, a saltare pagine di inutili notizie. Un libro, Minchia di re, dedicato ad una purtroppo minima fetta di lettori, i quali non lasciano che i pregiudizi di una storia d’amore "diversa" intacchi la lettura di un romanzo tutto sommato godibile.
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